venerdì 6 luglio 2007

Il radioamatore oggi: dalle valvole ai modi digitali fino alla Software Defined Radio

Ho scoperto il mondo dei radioamatori all'età di 12 anni, il papà di un mio amico era (ed è tutt'ora) radioamatore. Mi ricordo quel pomeriggio d'estate che ero stato invitato a casa sua per una festa di compleanno, alla quale ho partecipato molto poco in quanto ho passato il mio tempo ad osservare con grande curiosità il traliccio posizionato in giardino e le antenne su di esso posizionate. Tutta la curiosità che avevo è stata subito "captata" dal radioamatore di casa e dopo pochi minuti mi ha letteralmemte spalancato la porta di un mondo a me sconosciuto ma dal quale non sono più uscito, un mondo che ha totalmente influenzato e condotto la mia vita. Le radiocomunicazioni in tutte le loro modalità e la tecnologia ad esse collegate sono per me sempre state fonte di studio sperimentazione e accrescimento personale, non solo fare QSO o DX ma sperimentare e trovare il modo più efficace per farlo, esplorando molte delle tecnologie disponibili. In tutti questi anni dedicati al radiantismo, molto tempo è stato dedicato anche a collezionare e restaurare apparecchiature radio che sono state protagoniste dei "tempi d'oro" del radiantismo mondiale e che rappresentano per me un riferimento temporale del periodo in cui ho iniziato; a quel tempo stavano affacciandosi sulla scena mondiale le prime radio a transistors ma le vere protagoniste erano ancora le valvole. Marchi americani come Drake, Collins, Hallicrafters producevano, in una sorta di corsa al miglior apparato e con la tecnologia allora disponibile, apparecchiature di una tale qualità e soprattutto fascino, mai più eguagliati. Nelle fotofrafie si può vedere uno scorcio della mia stazione composta da apparati d'epoca, più comunemente definiti Vintage.

Nella mia collezione hanno un posto di riguardo anche alcuni ricevitori per HF diventati famosi oltre che per l'assoluta qualità costruittiva, anche per i particolari impieghi in ambito militare e governativo in cui sono stati impiegati. Fra tutti, l'Hammarlund HQ600 destinato alle agenzie della CIA, il Collins R-390 impiegato dall'esercito USA e l'inglese Racal Ra-17L usato dalla Royal Navy. Tutte queste apparecchiature sono perfettamente conservate, il loro funzionamento è ancora oggi in linea con le specifiche costruttive originali e sanno "trasmettere" un particolare feeling e fascino quando sono accese e funzionanti.

Al mondo radioamatoriale sono assegnate da delle convezioni internazionali delle esatte porzioni di frequenza in HF, VHF, SHF e molti sono i sistemi di modulazione adottati oltre i tradizionali in fonia
e telegrafia. Ponti ripetitori terrestri e satelliti ad uso eclusivo dei radioamatori creano una sorte di rete operativa non solo a fini hobbistici ma soprattutto per scopi di emergenza nel caso di calamità naturali in ausilio alle strutture di Protezione Civile.

La passione per il radiantismo potrebbe sembrare al giorno d'oggi superata e obsoleta, soppiantata dalla massiccia invasione tecnologica rappresentata dalla telefonia mobile, dai vari sistemi di comunicazione disponibili in rete e ancor prima dal mutato scenario tecnologico creatosi con la massiccia diffusione del Personal Computer; al contario è più viva che mai.

Data la natura stessa del radioamatore tecnico e ricercatore, il quale prototipo è stato Guglielmo Marconi, questi ultimi anni sono stati protagonisti di notevoli cambiamenti dello scenario delle radiocomunicazioni anche se l'obbiettivo principale resta lo stesso: il collegamento e la comunicazione con un'altra stazione. Il pricipale cambiamento è nato dall'inevitabile unione tra radio e PC, il quale ormai è un insostituibile accessorio di una moderna stazione di radioamatore, e per mezzo del quale sono nati molti nuovi sistemi di comunicazioni in modulazione digitale che affiancano i tradizionali modi in fonia e telegrafia. Solo a titolo informativo, alcuni dei modi più usati in onde corte (HF): RTTY- PSK31- OLIVIA- SSTV, e alcuni modi modi in VHF/UHF/SHF: Packet-APRS-ATV

L'evoluzione tecnologica dei microprocessori ha notevolmente modificato le apparecchiature usate dai radioamatori, la tecnologia DSP ha soppiantato i tradizionali circuiti analogici , in pratica, il trattamento del segnale sintonizzato da un apparato ricevente è fatto da vari circuiti dedicati in tecnologia digitale. Le apparecchiature radio dell'ultima generazione fanno largo uso di chip custom (fatti apposta) per quel particolare tipo di radio, ogni casa costruttrice adotta il suo chip con largo uso di tecnologia SMD. Le radio dell'ultima generazione offrono caratteristiche di selettività e reiezione al noise eccezzionali se comparate ad apparecchiature di alcuni anni fa, per contro, la complessità circuitale è notevolmente maggiore e di difficile se non impossibile sperimentazione e aggiornamento da parte del radioamatore che, come da definizione, è un accanito sperimentatore ed anche autocostruttore. La complessità circuitale e la quantità di funzioni offerte dai circuiti DSP di cui alcune radio dispongono, rendono tali radio molto simili ad un PC al punto che per l'uso è possibile collegare alle medesime uno schermo VGA, una tastiera, dispositivi di memoria USB e adirittura una porta di rete ! Già da tempo comunque e con tecnologia meno sofisticata, molte apparecchiature radio permettono il controllo delle proprie funzioni tramite un PC attraverso un protocollo seriale di comunicazione CAT che, mediante un opportuno software, crea una sorta di "pannello frontale" virtuale sullo schermo del PC, un esempio è dato dal software HamRadioDeLuxe di Simon Brown HB9DRV

......continua

Nessun commento: